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Il Curriculum di una mamma

Il Curriculum di una mamma

Curriculum on 6 Mag , 2022

Come raccontare la maternità nel curriculum e al colloquio di lavoro.

Non farti trarre in inganno dal titolo di questo articolo. Il curriculum di una mamma non è affatto diverso dagli altri curricula, ma ci potrebbero essere delle cose che se non sono ben esposte, limitano le nostre possibilità di essere ricontattate e di conquistare quel posto di lavoro che tanto desideriamo.

Se ti stai chiedendo di cosa sto parlando, stai tranquilla che te lo svelo subito.

Faccio riferimento ai cosiddetti “buchi temporali” ovvero quei periodi (più o meno lunghi) di assenza dal mondo del lavoro che spesso mettono in forte difficoltà e disagio qualsiasi persona desideri tornare in pista.

Se anche tu per qualche ragione sei fuori dal mercato del lavoro da un po’ di anni e non sai bene come spiegare questo buco temporale, ti consiglio di leggere questo articolo. Cercherò di suggerirti qualche trucchetto che potrà tornarti molto comodo (almeno spero!).

Affrontiamo subito il quesito principale:

Buco nel Curriculum? Come raccontare la maternità nel curriculum e al colloquio di lavoro

E’ capitato a molte di noi la difficile scelta di dover lasciare il proprio lavoro per prendersi cura dei propri figli e della propria famiglia.

I motivi possono essere tantissimi: sta di fatto che dal momento in cui torniamo alla ricerca di un nuovo lavoro il dover giustificare questa buco temporale crea stress e ansia.

Il nervosismo sale quando nonostante la fatica e l’impegno nel gestire figli e famiglia dobbiamo anche giustificarci per non aver lavorato!!

Gran parte dei datori di lavoro temono infatti che, durante questo periodo di assenza, le nostre competenze si possono essere “arrugginite”, che ci possano mancare i figli e la vita a casa, o semplicemente che siamo meno produttive rispetto alle altre dipendenti single o senza figli.

Ecco, noi dobbiamo essere brave a comunicare il contrario!

Se ti stai chiedendo come poterlo fare eccomi in tuo aiuto con tre suggerimenti efficaci per superare con disinvoltura la fatidica domanda 

“Come mai non ha lavorato per così tanto tempo”?

1) ARRIVA PREPARATA  

Se abbiamo un buco nel cv e ci stiamo per presentare ad un colloquio di lavoro non possiamo non aspettarcela. Prepararsi la possibile risposta in anticipo eviterà di farci cogliere alla sprovvista nel momento in cui la fatidica domanda sopraggiungerà:

“Come mai non ha lavorato per tutto questo tempo?”

D’istinto ti verrebbe da dire “Non ho lavorato????” trattenendo gli occhi che vorrebbero uscire dalle orbite e le mani che tremano dal nervoso.

Ecco questa non è la reazione consigliabile.

Arrivare preparate significa studiare la strategia comunicativa che ci permette di valorizzare al meglio la nostra persona.

Un esempio? Cambiare la frase “non ho lavorato per stare a casa con i figli” con “ho deciso dedicare questo periodo alla crescita dei miei figli per arrivare ad oggi pronta e determinata a riprendere a lavorare”. E’ un modo di presentare la propria pausa dal mondo del lavoro come ponderata e non disperata.

2) COSTRUISCITI UNA STORIA PERSUASIVA

Una volta preparata una buona risposta continuiamo a mostrarci le candidate perfette imparando a presentarci in modo lineare e persuasivo.

Il segreto sta nel saper raccontare questo periodo di inattività dal lavoro come periodo di crescita personale (e che crescita!!!).

Non so se è capitato anche a te, ma i miei figli mi hanno obbligato (a volte per forza e a volte per amore) ad imparare e a fare tante nuove cose.

Diventare mamma infatti non mi ha messo in pausa, anzi ha accelerato di colpo la mia vita costringendomi a fare cose che non avrei mai immaginato.

La maternità mi ha permesso (o obbligato) a vedere la vita in un modo diverso; mi ha aiutato a capire chi sono veramente e cosa desidero per me anche a livello professionale.

Se riusciamo a valorizzare queste nuove consapevolezze intrecciandole con le nostre esperienze professionali e i nostri valori, riusciremo a creare una storia capace di dimostrare che il nostro profilo è perfetto per la posizione per cui ci stiamo candidando.

3) METTI IN PAUSA LA MAMMA E TORNA AD ESSERE DONNA E PROFESSIONISTA

Ricordiamoci sempre che quando arriviamo ad un colloquio, l’obiettivo del datore di lavoro (o dell’addetto alle selezioni) è quello di capire se noi siamo la persona giusta che sta cercando. Attraverso le sue domande intende capire se abbiamo competenze, passione e grinta da offrire per occupare la posizione vagante e offrire un valore aggiunto all’azienda.

Se andiamo al colloquio con questo pensiero, il nostro approccio sarà differente.

In procinto di affrontare il colloquio, dimentichiamo i problemi e le preoccupazioni a casa, o almeno proviamoci. Scrolliamoci di dosso la sola idea di essere mamme, torniamo ad essere donne e professioniste e ricordiamoci il nostro obiettivo: conquistare quella posizione lavorativa. Per aumentare la fiducia in noi stesse facciamo caso al fatto che se siamo arrivate ad un colloquio di lavoro significa che il nostro Cv è stato apprezzato. Questo ci deve dare la giusta carica per continuare a comunicare sicurezza e professionalità.

Se applicheremo queste strategie riusciremo a raccontare questo buco nel Cv come un continuo periodo di apprendimento che ci ha reso più consapevoli di noi stesse e ci ha aiutato ad avere maggiore chiarezza sui nostri obiettivi professionali.

Se saremo brave a trasmettere questo messaggio con onestà e sicurezza, risulteremo delle donne pronte a tornare a dare il meglio di noi anche nel mondo del lavoro. 

Non mi dilungo oltre in quanto immagino che anche tu ne abbia di cose da fare. Se hai bisogno di un modello di curriculum per iniziare a creare il tuo Cv non esitare a scriverci a info@smammi.it e te lo inviamo subito, ovviamente gratis.

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