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Il fenomeno delle grandi dimissioni e della Yolo economy

Il fenomeno delle grandi dimissioni e della Yolo economy

Attualità on 31 Mag , 2022

Mentre tu stai cercando in tutti i modi di riconquistarti i il nome di ‘lavoratrice’, smammando dall’unico status di ‘mamma casalinga’, anche nel bel Paese sta dilagando il fenomeno della Great resignation (letteralmente ‘Grande dimissione’)e della Yolo economy.

Negli States analisti e imprenditori stanno letteralmente impazzendo per comprendere questo fenomeno. Secondo l’analisi condotte dal McKinsey Global Istitute, tra aprile e settembre 2021 si è verificato un record storico di 9 milioni di americani dimessi.
In Italia, nonostante i numeri siano inferiori, il fenomeno delle grandi dimissioni sta colpendo in particolar modo la fascia dei più giovani. Secondo un’analisi eseguita dall’Associazione Italiana Direzione Personale, nell’ultimo anno abbiamo assistito ad un aumento esponenziale delle dimissioni volontarie tra i dipendenti compresi nel range di età tra i 26 e i 35 anni.

I nostri imprenditori si trovano dunque a fare fronte ad una crescente difficoltà nel trattenere le proprie risorse umane e nello stesso tempo nel reperire nuova forza lavoro. 

Ma cerchiamo di capire cosa si nasconde dietro al fenomeno delle grandi dimissioni


Nel nostro Paese in questi ultimi anni si sta verificando un tasso di disoccupazione molto alto e al contempo una vacancy rate (indice dei posti di lavoro vacanti) ancora piu’ elevata, mettendo così in crisi il settore produttivo per l’impossibilità di trovare personale qualificato (spesso dovuto anche ad un mismatch delle competenze).

Sicuramente la pandemia ha dato la possibilità a molti di noi di prenderci una pausa, di decelerare i ritmi e sviluppare una consapevolezza differente rispetto al valore del tempo. Stiamo attraversando un cambiamento di paradigma, una vera e propria rivoluzione della cultura del lavoro, in cui diventa prioritario il proprio benessere psicologico, una “work-life balance” più sostenibile che porta a rifiutare condizioni lavorative troppo pesanti in termini di ore lavorative mettendo anche consapevolmente in secondo piano la stabilità della propria posizione lavorativa.

Quindi oggi la platea dei lavoratori insoddisfatti si sta allargando e non siamo solo noi mamme a trovarci in prima linea a chiedere maggiore flessibilità nel mondo del lavoro per evitare di rimanere fagocitate completamente nel tetris quotidiano. In Europa, secondo le stime di Gallup, i lavoratori soddisfatti della propria occupazione sono solo il 10% e in Italia addirittura il 5%.

Differenti studi concordano sul fatto che questo fenomeno non sia solo collegato ad una ricerca di condizioni economiche migliori (anche se nel nostro Paese gli stipendi continuano ad essere tra i più bassi d’Europa, portando spesso a valutare inevitabilmente se il gioco ne vale la candela), ma soprattutto a quella di una vita più soddisfacente, che non faccia sentire imprigionati in un loop senza senso. 

Per definire questa nuova tendenza gli esperti statunitensi hanno coniato la definizione di Yolo economy (‘You only live once’, letteralmente tradotto con ‘Vivi una sola volta’), un nuovo approccio all’economia che mette al primo posto la qualità della vita. Questo fenomeno culturale sta coinvolgendo in particolare i Millennial (ma non solo) che molto piu’ frequentemente si sentono insoddisfatti nel lavorare esclusivamente per produrre e al contrario sono alla ricerca di esperienze di alto grado valoriale che li arricchiscano anche a livello umano.

Possiamo dire che la cultura dell’impiegato fantozziano che sacrifica ciecamente gran parte della sua vita al servizio della mera produttività aziendale con un meccanico spirito di abnegazione (peraltro mai riconosciuto dalla dirigenza) è stata sepolta? 

Questo naturalmente è ancora tutto da vedere. Questa nuova cultura del lavoro sicuramente richiederà delle analisi e delle ricerche più approfondite ed estese su un periodo più ampio, per capire veramente che conseguenze potrebbe avere.

Ma se l’incremento delle dimissioni dovesse consolidarsi, potrebbe verosimilmente portare un impatto molto positivo sull’intera realtà economica italiana, plasmando un sistema lavorativo più equo, in cui la persona venga presa in considerazione come risorsa e non come mero produttore

Speriamo dunque che l’impatto del fenomeno della Great resignation e della Yolo Economy non sia semplicemente una fugace reazione post-traumatica al Covid, ma piuttosto un propulsore che inneschi un virtuoso effetto a catena all’interno di un mondo in cui un lavoro che garantisca equilibrio tra vita privata e professionale non sia più un semplice miraggio.

Su questo sito potrete ritrovare l’andamento del numero di posizioni di lavoro alle dipendenze con dati provvisori aggiornati al 31 ottobre 2021.

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